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La Pomelia, il fiore che conquistò il cuore di Palermo

Nella seconda metà dell’700, dopo un lungo viaggio per mare, arriva nella nostra isola un fiore esotico: la pomelia, conosciuta anche come “Frangipani” o “Plumeria”. Non cresce in ogni luogo, per via della condizioni climatiche che richiede, ma si lascia conquistare da Palermo e la conquista a sua volta. Ecco tracciata la storia di una migrazione in terra sicula: un gran successo, dato che la protagonista, la pomelia, ha colori e profumo che seducono vista ed olfatto.

La plumeria diviene così oggetto di cure, detti e usanze. Ma quanto si conosce di questo fiore di origini tropicali, che è oggi uno dei fiori simbolo di Palermo?

Giunta per mano degli inglesi in Sicilia, ha fatto capolino, per la prima volta, presso l’Orto Botanico di Palermo, che ancora oggi ne conserva i suoi esemplari più antichi. Si è poi diffusa per tutta l’area palermitana. Non vi era palazzo nobile che non ospitasse sui balconi vasi di pomelia che emanavano un profumo dolce, delicato e agrumato, che richiamava alla mente note speziate, di cannella, vaniglia, rosa selvatica e gelsomini.

La varietà ‘palermitana’ dai fiori bianchi e carnosi, è caratterizzata da petali arrotondati e in parte sovrapposti, quasi a formare un cerchio chiuso, e striature gialle, a volte rosa, di diversa intensità. Oggi in Sicilia ne sono diffuse principalmente 5 varietà: la “ Palermitana a fiore tondo”, la “Palermitana a fiore grande” e petali a punta, la “Palermitana rosa”, la acutilia a fiore piccolo, bianco e cuore giallo, la acutilia a fiore medio, bianco, con cuore giallo e striature rosse sul bordo.

Nel mondo, sono presenti più di 300 ibridi che vanno dai colori del bianco panna al lillà, e più di 7 specie, capaci di raggiungere anche la notevole altezza di 10 metri.

Diversi sono anche i significati e che i vari popoli gli attribuiscono: i thailandesi usano trapiantarla vicino alle tombe e a i templi sacri, ma sono restii a tenerla in casa considerandola pianta sacra. I polinesiani invece la considerano simbolo di immortalità e di buono auspicio, tanto da usare i fiori per creare delle collane da regalare ai visitatori in segno di amicizia ed accoglienza.

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